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NANOPROM CHEMICALS NUOVO CENTRO DI RICERCA FISI PER IL BIATHLON ITALIANO

Un primo assaggio di Olimpiadi, Nanoprom lo ha avuto nel 2012, i giochi di Londra, quelli in cui Daniel Craig, nei panni di James Bond, per la serata inaugurale, convinse la Regina Elisabetta (sostituita poi da una controfigura), a salire su un elicottero con lui per lanciarsi col paracadute sull’Olympic Park. Nanoprom era stata fornitrice ufficiale della Federazione Italiana Vela, con il Polysil top coat F1, ottenendo una riduzione dell’attrito del 17%, valore certificato dall’Università’ di Trieste e dalla misurazione in galleria del vento di un decremento del coefficiente di attrito aerodinamico pari a -0,89 cx.

Bond da sempre ci stupisce per le sue spettacolari fughe da grandi altezze, spesso usando oggetti improvvisati, come una vela, in "Die Another Day" (2002), o la bandiera indiana in "Octopussy" (1983), o persino la Union Jack in "James Bond - La spia che mi amava" (1977).

Proprio in quest’ultimo film, in una delle scene più iconiche, 007 (interpretato da Roger Moore) fugge sugli sci da un gruppo di sicari armati, una visione del Biathlon un po’ estremizzata, fino a che l’agente segreto si lancia da una montagna, salvandosi aprendo un paracadute con la bandiera britannica. Ma i suoi inseguitori non gli si sarebbero mai avvicinati, se avesse curato i propri sci con sciolina additivata con Polysil di Nanoprom, per la prima volta al mondo totalmente esenti da fluorurati, come stanno facendo da qualche settimana gli atleti della Nazionale Italiana di Biathlon, che hanno iniziato a valutarne gli effetti sulle prime gare dell’anno, in vista dei mondiali e con l’ormai propinquo obiettivo delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Come confermato dal CT, Klaus Höllrigl, nei test eseguiti in novembre, 28 volte su 30 gli sci trattati con sciolina additivata con il prodotto Nanoprom sono risultati più veloci. Nella staffetta maschile di Ruhpolding, guidata da Giacomel e chiusa al 18° posto con un distacco di 4’39”2 dalla Francia vincitrice, considerando soltanto la frazione di sci, il vantaggio rispetto agli inseguitori si misurava intorno ad 1 minuto.

Non è forse un caso che Tommaso Giacomel abbia inciso il suo nome nella storia del biathlon italiano dominando la mass start di Ruhpolding, conquistando il primo trionfo nel massimo circuito, marcando il ritorno del successo nell’Italia maschile dal marzo 2021, quando Lukas Hofer aveva trionfato nella sprint di Östersund. Il finanziere trentino ha eseguito una prestazione impeccabile, segnando la sua prima gara senza errori al tiro, anche nel momento decisivo, quando si è trovato a combattere testa a testa con Sturla Lægreid e Johannes Bø, dimostrando fermezza e determinazione e valorizzando il duro lavoro di tutto il team, dai tecnici, al CT, alla FISI.

Dopo il weekend ad Anterselva, sulla pista che assegnerà nel 2026 le medaglie olimpiche, il giovane azzurro ha fatto il salto di qualità e ottenuto tre podi consecutivi in gare individuali, chiudendo terzo sia l'inseguimento sulle nevi altoatesine, sia la sprint e dichiarando: “Sci fantastici, pubblico meraviglioso”. L’atleta ha confezionato alla Südtirol Arena una prova magistrale sugli sci, che gli ha permesso di sfiorare la vittoria nonostante i due errori al tiro, uno per ciascuno poligono. “Salire sul podio con due errori non è cosa per tutti, quindi sono contento.”


Nazionale di Biathlon maschile (credits FISI)

Ottimi risultati anche per Dorothea Wierer che, dopo la Mass Start di Ruhpolding, ad un soffio dal podio in una gara individuale, ha dichiarato: “Sì diciamo che l’età si fa sentire, non sono più quella di una volta, anche se non sono mai stata una sprinter. Però va bene così, sono contenta perché rimanere lì davanti è un buon segno e sono contenta anche del tiro. Peccato per quell’ultimo poligono, però oggi è venuto spontaneo sparare veloce quindi alla fine sono comunque contenta del quarto posto”.


Dorothea Wierer (Foto Credits: Federico Angiolini)

Ottimi riscontri anche nei Campionati Europei della Val Martello, dove Linda Zingerle ha ottenuto la medaglia di bronzo nell’inseguimento e regalato all’Italia la prima medaglia della rassegna continentale ospitata dalla località dell’Alto Adige. Risultato eccezionale anche per Patrick Braunhofer, primo oro della storia per l’Italia nei campionati europei di biathlon, grazie a una rimonta entusiasmante, senza errori al tiro e una sciata fluida e veloce, che gli hanno consentito di risalire dalla sedicesima posizione occupata nella sprint del venerdì precedente.

Il successo della nazionale italiana di biathlon è il frutto di un lavoro sinergico, in cui ogni componente del team, dai tecnici agli allenatori, dai fornitori ai partner, contribuisce con dedizione e competenza. Dietro ogni impresa degli atleti, infatti, si cela un impegno collettivo che unisce la preparazione tecnica e mentale alla cura maniacale dei dettagli. In questo contesto, i partner mettono a disposizione materiali e attrezzature d'avanguardia, garantendo performance elevate anche nelle condizioni più estreme.

Nei box, durante i giorni di gara, l’atmosfera è elettrica: tecnici, skimen, fornitori e innovativi laboratori come Nanoprom, diventato centro di ricerche sul Biathlon per la FISI, collaborano instancabilmente per preparare gli sci, analizzare le condizioni climatiche, le performance e valutare successive implementazioni per le formulazioni degli additivi per scioline totalmente esenti da fluorurati. Ogni intervento, per quanto piccolo, si trasforma in un tassello fondamentale per permettere agli atleti di esprimersi al massimo, trovando il perfetto equilibrio tra forza fisica, concentrazione mentale e tecnologia avanzata.

Questo modello di lavoro di squadra, supportato dalla federazione e dai fornitori, non solo ha contribuito a ottenere risultati incoraggianti nelle ultime gare, ma rappresenta anche una solida base per il futuro del biathlon italiano. La passione e il talento degli atleti, insieme alla sinergia e alla professionalità di ogni membro dello staff, dimostrano come il successo sia il risultato di un impegno condiviso e di una dedizione costante, capace di far crescere e competere la nazionale ai massimi livelli.

Sul tracciato verso Milano Cortina 2026, gli additivi per scioline di Nanoprom Chemicals si distinguono non solo per l’assenza di fluorurati, ma anche perché completamente ecosostenibili e atossici, nel rispetto dell’uomo e della natura.

 



 



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